Negli ultimi anni, il mondo ha assistito ad una rapida crescita economica, insieme ad un aumento della popolazione e quindi dei consumi. Con una classe media in espansione e più persone che sono uscite dalla condizione di povertà, questa tendenza è destinata a continuare. Di conseguenza, le aziende hanno iniziato ad agire per fornire ai consumatori maggiori informazioni sui prodotti e sulla loro storia, per aiutarli a prendere decisioni migliori, ma anche per aumentare la presa di responsabilità della propria azienda in modo da distinguerla dalla concorrenza. Una tendenza emergente è l’etichettatura ecologica di prodotti o servizi. Ciò spazia dall’enfasi sui prodotti biologici all’apposizione fisica o virtuale dell’etichetta di conformità (o dell’impronta climatica). Secondo l’Ecolabel Index, ci sono circa 455 diversi marchi di qualità ecologica utilizzati oggi nel mondo.

Una tendenza che sta diventando sempre più comune è quella di evidenziare i prodotti come carbon neutral, clima neutral, o ad anidride carbonica (CO2) compensata. Ma si pone la domanda: cos’è un prodotto carbon neutral? E come fa un prodotto a meritare tale etichetta?

Un prodotto carbon neutral è un prodotto cui le emissioni dell’intero ciclo di vita del prodotto siano misurate con metolologia internazionalmente riconosciuta, che abbia una solida strategia di riduzione delle emissioni al fine di mitigare il suo impatto negativo sul clima, ed quale le emissioni residue siano compensate da carbon credits.

Ma tutto ciò non è forse greenwashing, impedendo qualsiasi azione reale? Per rispondere a questo, dobbiamo elaborare il processo di product design come carbon neutral. In Strive, stiamo seguendo il British Standard Institute PAS2060, uno standard di gestione di carbon footprint che adotta un insieme di regole e requisiti per dimostrarne l’effettiva neutralità.

Ci sono alcuni passaggi chiave che devono essere seguiti al fine di dimostrare l’effettiva neutralità dell’impatto ambientale di un prodotto o di una linea di prodotti. Dopo aver selezionato il range d’azione è necessario condurre una valutazione del ciclo di vita, che ci permetta di avere una mappatura dettagliata ed una conoscenza completa delle emissioni del prodotto, o del gruppo di prodotti. Potremmo quindi implementare strategie di riduzione delle emissioni nella fase successiva: in questo modo, scoprirai potenziali punti critici di emissione per il tuo prodotto e implementerai adeguate strategie di riduzione delle emissioni, ed avrai un piano dettagliato per mitigare le emissioni derivanti dal prodotto, intraprendendo azioni concrete. A seguito di una stima delle vendite previste, una verifica compiuta da una terza parte indipendente permetterà di avere la carbon footprint dell’intero ciclo di vita. Considerando l’insieme di tutte queste informazioni, è possibile compensare le emissioni corrispondenti. Con Strive, riceverai una gamma su misura di progetti di compensazione adatti alle tue preferenze. Infine, è fondamentale fare una riconciliazione per verificare i numeri di vendita effettivi rispetto ai dati stimati, e quant’altro sia cambiato nel ciclo di vita del prodotto nell’ultimo anno. Con l’inizio di un nuovo anno, l’intero processo ricomincerà da capo.

Di conseguenza, le aziende che seguono tale processo comprendono meglio l’impronta del ciclo di vita del prodotto, adottano strategie chiare e misurabili per ridurre l’impronta e si assumono la piena responsabilità dell’impatto dello stesso compensando tutte le emissioni residue che non possano ancora essere mitigate. Il costo dell’anidride carbonica, è un aspetto importante perché l’azienda ha quindi una buona motivazione economica e finanziaria a ridurre le emissioni dei suoi prodotti anno dopo anno.

Questa è solo una breve introduzione al tema dei prodotti carbon neutral. Se questo articolo ti interessa o desideri saperne di più su questo processo, non esitare a contattarci e fissare un incontro qui.